È una platea di consumatori digitali all’oscuro dei propri diritti quella fotografata dall’indagine condotta da YouTrend per conto della coalizione Consumers For DigitalPayments (C4DiP), che sottolinea la lunga strada da percorrere per aiutare i cittadini ad avere maggiore consapevolezza circa le tutele che riguardano i pagamenti digitali e l’e-commerce. Non sarà una passeggiata di salute visto che la conoscenza dei diritti è davvero scarsa. Basta forse anche solo l’1% di consumatori consapevole di avere 13 mesi a disposizione per segnalare alla banca l’esistenza di un pagamento inesatto o non autorizzato. Un dato che stona soprattutto perché il 60% dei consumatori sa di avere il diritto a pagare con carta anche importi molto bassi. E perché il 40% è a conoscenza della possibilità di venire rimborsato in caso di utilizzo fraudolento della propria carta.Insomma, conosciamo le opportunità che l’e-payment ci offre ma non ci curiamo delle garanzie poste a tutela dello sfruttamento di queste opportunità. Eppure, usiamo gli strumenti di pagamento digitale sempre più spesso.

Come emerge dallo studio promosso dalla coalizione che riunisce il Movimento Difesa del CittadinoAsso-consum e U.Di.Con, circa il 15% degli intervistati utilizza quasi tutti i giorni carte o applicazioni digitali di pagamento, mentre coloro che li usano almeno una volta a settimana sono il 30%. Il problema è relativo alla sicurezza: il 40% o poco più dei consumatori non ha salvato il numero per denunciare lo smarrimento o il furto delle carte, né sa che alla denuncia segue il rimborso completo delle spese fraudolente.

«Abbiamo voluto fondare la coalizione C4DiP proprio per informare i cittadini dei vantaggi e della sicurezza legati ai pagamenti digitali e dei diritti che spettano ai consumatori – commenta Francesco Luongo, presidente della coalizione – La mancata conoscenza dei tempi di richiesta di rimborso per pagamenti non autorizzati, ad esempio, oppure della possibilità di farsi rimborsare in caso di frodi, rappresenta un deterrente alla diffusione e all’utilizzo dei pagamenti elettronici». Limitata è anche la conoscenza per quel che riguarda i diritti sugli acquisti online: solo il 22% sa di avere 14 giorni di tempo per cambiare idea sull’acquisto effettuato, mentre il 66% non è consapevole di avere diritto a rimborso e annullamento dell’acquisto in caso di ritardo sulla consegna a partire da un mese dopo l’avvenuto pagamento.

Come se non bastasse, solo il 4% del campione sa di poter richiedere un rimborso entro due mesi se il prodotto comprato non è conforme alle caratteristiche dichiarate o è difettoso. Infine, in tema di pagamenti all’estero con valute diverse dall’euro, appena il 28% è consapevole della maggior convenienza di un pagamento con carta anziché di un prelievo da sportello locale. Insomma, la strada non sarà solo lunga ma anche tortuosa.

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