Carburanti: la corsa del prezzo della benzina provoca aggravi del 19% sul pieno. Si rischiano aumenti di quasi 650 Euro annui rispetto al 2011.
COMUNICATO STAMPA ASSO-CONSUM 23 marzo 2012 - Asso-Consum si trova, purtroppo, a dover commentare l’ennesimo aumento del prezzo dei carburanti. Oggi per la benzina si sfiora il record di 1,9 Euro al litro: la media nazionale è infatti di 1,896 Euro, anche se in alcune zone d’Italia mancano solo pochi centesimi per raggiungere quota 2 Euro. Asso-Consum denuncia questa situazione da tempo e tiene a sottolineare come l’aumento del costo della benzina sia stato particolarmente rapido in questi primi tre mesi del 2012. Ma vediamo qualche cifra: se a dicembre dello scorso anno il prezzo della verde si aggirava intorno ad 1,60 Euro al litro e per il pieno di un’utilitaria (più o meno 50 litri) si spendevano circa 80 Euro, oggi per lo stesso rifornimento si pagano 95 Euro, per un aumento che sfiora il 19%. Se, come appare sempre più probabile, si arriverà a quota 2 Euro al litro in media nazionale, gli aggravi rispetto al 2011 saranno di quasi 650 Euro su base annua.
“La continua corsa del prezzo della benzina pesa sulle tasche dei cittadini non solo per l’utilizzo quotidiano dell’automobile ma anche provocando l’aumento di beni di largo consumo. Il trasporto di questi prodotti infatti avviene soprattutto su gomma: quindi se aumenta il costo dei carburanti, lievita anche quello di molti beni” – dice Daniela Perrotta, Presidente di Asso-Consum.
Asso-Consum ripete che occorre un intervento rapido per calmierare i prezzi: il primo passo da compiere sarebbe una riduzione della tassazione sulla benzina conseguentemente all’aumento del costo del petrolio.
Malasanità il Sistema sanitario nazionale sta implodendo per effetto dei tagli indiscriminati. Si includa un programma di riqualificazione del settore ospedaliero nel Patto per la Salute
COMUNICATO STAMPA ASSO-CONSUM 21 marzo 2012 - Asso-Consum definisce sconcertanti, anche se purtroppo non sorprendenti, i risultati del rapporto annuale dei Carabinieri del Nas in ambito sanitario. Stando ai dati pubblicati nel documento, per 387 controlli effettuati solo nei primi due mesi del 2012 nelle strutture pubbliche sono state emesse 76 denunce ed erogate 152 sanzioni. Nelle indagini svolte lo scorso anno, inoltre, sono emersi macroscopici e scandalosi episodi di malasanità: operazioni effettuate su pazienti sani, medici corrotti da case farmaceutiche, dottori e infermieri che effettuavano un doppio lavoro e casi di interventi chirurgici sbagliati.
Considerando anche il recente scandalo che ha coinvolto i reparti di Pronto Soccorso di alcuni grandi ospedali italiani, il rapporto si può considerare come l’ennesima dimostrazione dello stato di drammatica decadenza in cui versa l’intero settore.
“Questi, purtroppo, sono i risultati della politica dei tagli che è stata messa in atto in questi anni. Noi lo ripetiamo da tempo: in un ambito vitale come quello sanitario, la drastica riduzione delle risorse lede il diritto alla salute dei cittadini” – spiega Maria Ruggirello, Segretario Generale Asso-Consum.
Asso-Consum precisa inoltre che un recente rapporto del Censis ha evidenziato un aumento della spesa privata per la salute dell’8% nel periodo compreso tra il 2007 e il 2010: un altro sintomo, questo, del fatto che i cittadini percepiscono le preoccupanti criticità che pervadono il Sistema sanitario nazionale. E’ chiaro, dunque, che così non si può andare avanti: non è possibile che per un numero sempre crescente di persone il concetto di ‘sanità pubblica’ stia diventando sinonimo di prestazioni scadenti.
“Ricordiamo che il lavoro delle forze dell’ordine, per quanto ammirevole, da solo non può bastare. Deve infatti essere istituito un meccanismo efficiente di monitoraggio, per evitare che si verifichino episodi come quelli che abbiamo appreso in questi mesi e che, purtroppo, sembrano diffondersi con una rapidità davvero allarmante. Evidentemente questi controlli finora non sono stati messi in atto o comunque non sono stati efficaci” – conclude Ruggirello.
Asso-Consum esorta il Governo a riflettere su questo punto e ad includere un piano di concreta riqualificazione della sanità pubblica nel Patto per la Salute per il periodo 2013-2015.
Giustizia: gravissimo l'arresto dei giudici accusati di aver collaborato con la camorra. Necessario epurare gli ambienti politico-istituzionali da chi non rispetta la legge.
COMUNICATO STAMPA ASSO-CONSUM 19 marzo 2012 - Asso-Consum non può non esprimere sgomento e indignazione davanti all’arresto di 16 giudici tributari e di 8 tra impiegati e funzionari di Commissioni tributarie eseguito dagli agenti della Guardia di Finanza su richiesta della Dda di Napoli. Si tratta di un episodio gravissimo, poiché i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare sono accusati di corruzione, concorso esterno in associazione camorristica e riciclaggio.
“Questa vicenda, purtroppo, è l’ennesima dimostrazione del morbo della corruzione che in Italia avvelena molti settori che invece dovrebbero essere votati esclusivamente alla tutela dei cittadini. Nei mesi scorsi sono emersi gli scandali delle ‘mazzette’ incassate da vari rappresentanti del mondo politico ed ora scopriamo che anche nel panorama giuridico, che dovrebbe essere immune da tali fenomeni, si possono nascondere individui che non si fanno scrupolo di abusare della propria posizione per denaro” – dichiara Daniela Perrotta, Presidente di Asso-Consum.
Asso-Consum ritiene che sia necessaria un’opera di purificazione radicale di questi stessi ambienti, poiché i cittadini devono essere certi che chi li giudica e li rappresenta sia al di sopra di ogni sospetto e lontano da qualunque fenomeno di corruzione. Occorre, pertanto, effettuare indagini capillari per accertare l’eventuale presenza in ambito politico-istituzionale di persone che non rispettano la legge e anzi ne favoriscono l’elusione.
Comunicazione: no alla delibera dell'AgCom per censurare i siti web in nome del diritto d'autore, Per Internet necessarie norme che tengano in considerazione le licenze Creative Commons
COMUNICATO STAMPA ASSO-CONSUM 19 marzo 2012 - Asso-Consum si dice decisamente contraria alla delibera messa a punto dall'Autorità per le Comunicazioni, che vorrebbe poter rimuovere contenuti dalla Rete o anche disattivare i siti web in caso di sospette violazioni del diritto d’autore e che . Se il provvedimento venisse adottato, si profilerebbe un concreto e pericoloso rischio di censura della libertà di espressione, uno dei diritti fondamentali dei cittadini, dal cui rispetto non può prescindere nessun sistema che si proclami democratico.
“Auspichiamo che la proposta che il 21 marzo prossimo verrà presentata in Parlamento non venga accolta dai rappresentanti dei partiti e che non si utilizzi il diritto d’autore come scusa per instaurare un mecanismo potencialmente censorio” – dice Maria Ruggirello, Segretario Generale Asso-Consum.
E’ indubbiamente giusto, infatti, tutelare il diritto d’autore ma è anche vero che la Rete, per sua stessa natura, sfugge a molti dei comuni meccanismi normativi e in molti casi non può essere regolamentata da leggi che ne precedono la creazione e la diffusione su larga scala, ignorandone quindi le peculiarità. Asso-Consum ritiene che sia pertanto necesario elaborare delle norme ad hoc per Internet, che instaurino un equilibrio tra la difesa del diritto d’autore e la garanzia della libertà di informazione e di espressione.
“Nell’elaborazione di un regolamento in questo ambito non si può non tener conto delle licenze Creative Commons. Qualunque norma che non tenesse presente questo punto si rivelerebbe inadeguata e anacronistica” – aggiunge Ruggirello.
La questione della delibera dell’AgCom riporta inoltre alla ribalta un altro tema, quello della imminente scadenza del mandato degli attuali vertici dell’Autorità stessa. Visto che quello della comunicazione è un ambito particolarmente delicato, Asso-Consum coglie l’occasione per sottolineare la necessità di nominare commissari non solo competenti ma anche indipendenti dai partiti, per evitare che le proposte e le decisioni dell’Authority siano influenzate da condizionamenti politici.
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