Sicurezza alimentare: ricotta verde acquistata in un supermercato a Frosinone, Asso-Consum chiede l'applicazione della traccibilità a tutti i prodotti
COMUNICATO STAMPA ASSO-CONSUM 30 maggio 2012 - SICUREZZA ALIMENTARE: RICOTTA VERDE ACQUISTATA IN UN SUPERMERCATO A FROSINONE, ASSO-CONSUM CHIEDE L’APPLICAZIONE DELLA TRACCIABILITA’ A TUTTI I PRODOTTI - Si configura a tutti gli effetti come un nuovo, preoccupante caso di negligenza nel campo della sicurezza alimentare quello verificatosi ad Anagni, in provincia di Frosinone, di cui Asso-Consum ha ricevuto segnalazione da uno dei suoi associati. La persona in questione ha riferito di aver acquistato una confezione di ricotta Vallelata comprendente due monoporzioni: una di queste è stata consumata mentre l’altra, al momento dell’apertura, si è rivelata di colore verde e arancio. Occorre inoltre precisare che l’apertura di entrambe le monoporzioni è avvenuta con qualche giorno di anticipo rispetto alla data di scadenza del prodotto, fissata al 1 giugno 2012.
Asso-Consum ritiene che si tratti di un episodio gravissimo, in merito al quale è necessario fare al più presto chiarezza, individuando le responsabilità di un episodio che mette in pericolo non solo la salute del consumatore che ha effettuato la segnalazione ma anche, potenzialmente, anche quella di altri cittadini che hanno acquistato prodotti della medesima partita.
“Un’Associazione come la nostra non può non prendere in seria considerazione una segnalazione come quella che ci è pervenuta nei giorni scorsi, peraltro documentata da foto. In questi anni abbiamo assistito a numerosi e altrettanto gravi casi di questo tipo, come le mozzarelle blu o la ricotta rossa. L’episodio di cui stiamo parlando porta di nuovo alla ribalta la questione della tracciabilità della filiera produttiva: si tratta di una procedura che al momento in Italia non è prevista per i prodotti caseari, ma che invece sarebbe necessaria per individuare, appunto, la provenienza del latte” – spiega Daniela Perrotta, Presidente di Asso-Consum.
Asso-Consum sta valutando possibili azioni da intraprendere nelle sedi competenti, primo tra tutti il Ministero della Salute, anche per avviare opportune analisi finalizzate ad individuare la causa dell’episodio. L’Associazione coglie l’occasione per chiedere maggiori e capillari controlli da parte di Nas e Asl in ambito alimentare e pene più severe per le aziende che infrangono le regole in questo settore.
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